Ferlisi Francesco

ARTISTI IN PERMANENZA:

Cenni critici Ferlisi

Cenni Critici Ferlisi

...Per Ferlisi la realtà è soprattutto colore per campiture armoniche e forme sintetiche ordinate e dialoganti in spazi accoglienti. Le soluzioni formali si affacciano appena alle magrittiane invenzioni di surreali provocazioni percettive e cercano, piuttosto, esiti di nitida plasticità, con poche sfumature, se non l'evidenziazione di una carezza di luce che esalta la modulazione, gli accostamenti o i contrappunti cromatici delle forme emblematiche che attraversano la sua fantasia.

Giorgio Segato

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...I quadri di Francesco Ferlisi, connotati da una figurazione visionaria, nascono dalla reazione alla progressiva disumanizzazione del mondo nel culto del simulacro artificiale e tecnologico. Immaginarie e geometriche strutture architettoniche si fondono, nelle sue opere, con emblemi della realtà quotidiana, sullo sfondo di cieli luminosi che sembrano rappresentare tutto quello che rimane di un ambiente naturale quotidianamente aggredito e violentato.

Gabriele Simongini

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...Trovo qualificante che l'artista sia riuscito ad evitare il timbro puro, che sembrerebbe logico in una scansione strutturale che qua e là fa pensare ad un organismo musivo; e anzi la delicatissima migrazione tonale, attuata a volte in una scala appena percettibile all'interno delle singole partizioni, avvalora, di là dall'esercizio di bravura, i percorsi dell'emozione.

Renato Civello

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...In questo senso il suo linguaggio può essere collocato in ambito metafisico per la sua capacità di rivalutare il soggetto e attribuirgli un significato diverso da quello che "appare" dalle "forme", per lo più geometriche, utilizzate per creare nello spazio pittorico "situazioni" che si stagliano su limpidi scorci paesaggistici. Ferlisi usa la pittura non come pretesto per esprimere un concetto "letterario" ma per dare all'opera significato di "pittura" esaltandone gli elementi che ne sono alla base: la forma e il colore sorretti dall'invenzione. La sua ricerca si concretizza in una pittura raffinata, ricca di sorprendenti risultati di spazialità e preziosismi cromatici.

Vittorio Esposito

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... Si vede subito che Ferlisi ha guardato con simpatia sia a Magritte che a De Chirico. Ed in seguito a queste "attrazioni fatali" ha dato la stura ad una ridda di "surreali provocazioni" allo scopo di salvaguardare, dalle quotidiane violente aggressioni, un mondo in cui il colore riesce a dialogare pacificamente con geometriche strutture architettoniche dove il silenzio regna sovrano; un silenzio che rende ancora più percettibile e intrigante la capacità dell'artista di potersi estraniare, grazie ad una non comune tavolozza, da un contesto sempre più disumanizzato anche per via delle crescenti e penalizzanti lusinghe tecnologiche. Un mondo in cui la mente, obliosa dell'ora che passa, riesce a vivere con intensità quegli incantamenti policromi, quei preziosismi cromatici che Francesco sciorina, con incalzante profusione e che genera, nemmeno a farlo apposta, i sintomi più suggestivi e totalizzanti della cosiddetta sindrome di Stendhal.

Vinicio Coppola